RAI5: DARIO FO E FRANCA RAME. LA NOSTRA STORIA

Ci ragiono e canto

24/04/2017 - 21:15

Il ruolo dei canti e della musica popolare, e il loro contributo alla poetica dello sghignazzo, nel teatro di Dario Fo e France Rame. Il nuovo appuntamento con “Dario Fo e Franca Rame. La nostra storia”, in onda lunedì 24 aprile alle 21.15 su Rai5, descrive gli anni in cui i due artisti frequentano la compagnia del Nuovo Canzoniere Italiano e comprendono la forza dei canti di lavoro e di rivendicazione che ispireranno lo spettacolo “Ci ragiono e canto” e una delle sue canzoni più celebri, “Ho visto un re”. Nel corso degli anni Sessanta, il Nuovo Canzoniere Italiano, animato da personalità di assoluto rilievo culturale, tra cui Gianni Bosio, Roberto Leydi, Ivan Della Mea, Sandra Mantovani, Giovanna Marini, permette all’Italia del boom di riscoprire la ricchezza del patrimonio musicale popolare. Fo e Rame non rimangono indifferenti davanti alla portata di questo rinvenimento e decidono di rendere fruibili canti di lavoro e di rivendicazione ad un pubblico più vasto con lo spettacolo “Ci ragiono e canto”. Fo e Rame hanno un’intuizione geniale: affinché i canti penetrino in una società ormai quasi del tutto mutata rispetto al passato, è necessario che riproducano la dimensione ritmica del lavoro, che è proprio ciò che contraddistingue, dal punto di vista espressivo, queste forme. Il lavoro dei campi – delle mondine di Giovanna Daffini, dei pastori siciliani e di quelli sardi di Aggius e dei contadini del Gruppo di Piadena – irrompe sulla scena e rovescia il rapporto consueto tra borghesi e classi popolari con effetti imprevedibili: lo spettacolo è amatissimo (ne furono realizzate quattro edizioni) ma anche disprezzato da parte di un pubblico che non voleva vedere “la propria cameriera cantare”. La poetica dello sghignazzo si riafferma e proprio in seno a “Ci ragiono e canto” nacque una delle canzoni più celebri di Fo: “Ho visto un re”. Nella parte finale della puntata, Franca Rame spiega ad alcune attrici come approcciare l’interpretazione di “Maria sotto la croce” (da “Mistero buffo”) alla Libera Università di Alcatraz. Interventi di Giovanna Marini e Ivana Monti.