RAI STORIA: DIARIO CIVILE

13 maggio 1981. L’attentato a Papa Giovanni Paolo II

11/05/2016 - 11:37

Roma, 13 Maggio 1981, ore 17.00. Giovanni Paolo II attraversa piazza San Pietro a bordo di un’automobile aperta tra migliaia di persone che lo acclamano. Improvvisamente tre colpi di pistola risuonano nell’aria. Il Papa viene colpito. A trentacinque anni dall’attentato, Rai Cultura ricorda quel tragico giorno della vita di Papa Wojtyla con il documentario di Antonia Pillosio “13 maggio 1981. L’attentato al Papa” in onda mercoledì 11 maggio alle 21.30 su Rai Storia per “Diario Civile”, con un’introduzione del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.
Il documentario è costruito sulla base di spunti suggeriti da due giudici, Ilario Martella e Rosario Priore, da due vaticanisti, Wlodzimier Redzioch e Luigi Accattoli, e dal fotografo del Papa Arturo Mari.Ad arricchire la puntata le numerose immagini tratte dalle Teche Rai, che ricostruiscono quei drammatici momenti.
L’attentato del 13 maggio 1981 a Papa Giovanni Paolo II, compiuto da Alì Agca  fu “commissionato”: lo ha scritto lo stesso pontefice nel suo ultimo libro, “Memoria e identità”. “Alì Agca, come tutti dicono, - scrive infatti - è un assassino professionista. Questo vuol dire che l’attentato non fu un’iniziativa sua, che fu qualcun altro a idearlo, che qualcun altro l’aveva a lui commissionato”.
“Ma Ali Agca è un personaggio unico nella storia della criminalità - afferma il giudice Ilario Martella - io sono dell’avviso che avesse in piazza San Pietro un complice, del resto accertato fotograficamente. Agca è un soggetto intelligente, ma che a seconda dei momenti ha cercato di dire una cosa sempre diversa dall’altra, diciamo quindi Agca come punto di partenza , non è mai stato credibile”. 
Questo attentato resta uno casi dei più complessi, come sottolinea anche il giudice Rosario Priore: “Credo che nella mia lunga vita lavorativa sia stato il caso più complesso,  superando le inchieste sul terrorismo, su Ustica, è stata l’inchiesta che più ha colpito nel senso che sono rimasto scosso da questo grande evento, e anche sono rimasto colpito dalle difficoltà di collaborazione tra i vari stati”. 
“Noi siamo abituati a vedere nella Pietà tradizionale la Vergine trafitta da una freccia, con la pallottola di Wojtyla incastonata nella corona della Madonna di Fatima - afferma il vaticanista Luigi Accattoli - abbiamo un’espressione contemporanea della spada che trafiggerà il cuore della Vergine, di ogni credente e del cuore umano.”