RAI STORIA: GIANNI RIOTTA INCONTRA SAVIANO

Lo scrittore si racconta

03/01/2017 - 22:00

Gianni Riotta incontra Roberto Saviano in una veste insolita per l’intellettuale campano. Ne nasce un’intervista che Rai Cultura propone martedì 3 gennaio alle 22.00 su Rai Storia. Saviano si racconta a tutto tondo dai primi passi di scrittore al fulmineo successo di Gomorra. Dopo le recenti dichiarazioni sulla morte di Fidel Castro, Saviano specifica che ha “sempre cercato di raccontare Castro dal punto di vista degli intellettuali e dei dissidenti”, perché all’ombra del grande monumento del Lider Maximo si sono troppo spesso fraintese le idee dei tanti intellettuali, costretti, in patria come all’estero, a condurre vite miserabili con il solo anelito della libertà negata dalle ingombranti sovrastrutture ideologiche. Saviano conosce bene la sofferenza della rinuncia, anche per questo, dice, è sempre stato affascinato dai libri di guerra, perché “la guerra spreme gli uomini” e insieme all’orrore è capace di tirare fuori il sublime, l’essenza di grandi verità.
E la verità nel mondo dell’informazione e della politica contemporanee è un altro tema che sta molto a cuore a Roberto Saviano; oggi, dice testuale lo scrittore, “non esiste più verità o non verità, quanto funziona oppure no”, e il riferimento è ai tanti populismi che si stanno impossessando delle masse dagli Stati Uniti all’Europa.
Proprio sull’emergenza Europa Riotta incalza Saviano, dalle derive nazionaliste al tema più scottante, quello dell’immigrazione. Solidale da sempre con i tanti profughi africani, Saviano riflette soprattutto sul suo Sud, terra martoriata, ma anche, forse, terra di speranza laddove proprio i nuovi codici provenienti dall’esterno potranno essere in grado di scardinare un sistema sociale malato e corrotto, ecco perché Saviano ammette: “sogno sindaci africani”.
Dalla Camorra denunciata col suo sbalorditivo esordio al nuovo romanzo, La Paranza dei bambini, in cui non è la cronaca ma la pura libertà narrativa a condurre i lettori nei meandri più inquietanti delle nuove generazioni malavitose di Napoli. Non importa tanto la forma che si sceglie, quanto, ribadisce Saviano, “rimanere  fedeli a un’idea di se stessi’” a un’idea che combacia con i valori fondanti dell’intera esistenza: “apertura, libertà, coscienza”.