RAI STORIA: ITALIANI

La seconda vita di Majorana

11/10/2016 - 21:10

“Ci sono geni eccezionali come Galileo e Newton: Majorana era uno di quelli”. Lo sosteneva Enrico Fermi parlando di Ettore Majorana, il più grande fisico italiano del Novecento, il più brillante tra i ragazzi di via Panisperna. La sua sparizione, avvenuta nel marzo 1938 durante una traversata in traghetto da Palermo a Napoli, è uno dei più grandi misteri italiani degli ultimi cento anni. Un evento inspiegabile indagato dal doc “La seconda vita di Majorana”, di Giuseppe Borello, Lorenzo Giroffi, Andrea Sceresini e presentato da Paolo Mieli, in onda martedì 11 ottobre alle 21.10 per il ciclo “Italiani”. Al fatto Leonardo Sciascia ha dedicato uno dei suoi libri più celebri - “La scomparsa di Majorana”. Ma che fine ha fatto lo scienziato? Decine di ipotesi sono state avanzate: è morto suicida, è stato rapito, si è rifugiato in un convento, è stato ucciso da oscuri agenti stranieri. Nel febbraio scorso – sulla base di riscontri fotografici e documentali - la procura di Roma ha ufficialmente risolto il caso: negli anni Cinquanta Majorana si trovava in Venezuela, nella zona di Valencia. I magistrati hanno cercato di sviluppare la pista, ma le autorità di Caracas si sono rifiutate di collaborare: perciò il fascicolo è stato definitivamente chiuso.
Grazie ai molti documenti recuperati, alle testimonianze raccolte nel corso di diversi mesi di ricerche, come quelle dei parenti di Francesco Fasani, l’emigrato italiano che riconobbe e fotografò Majorana in Venezuela, e degli altri nostri connazionali che lo incontrarono in America Latina, ai dati dell’anagrafe e della motorizzazione di Caracas, è oggi possibile ricostruire la vera storia del più geniale allievo di Fermi. Il documentario è arricchito dalle voci di chi lo ha conosciuto, partendo dal piccolo villaggio di San Rafael, nei sobborghi di Valencia, dove Majorana viveva sotto falso nome.