RAI STORIA: ITALIANI

Ugo Tognazzi: l’uomo, l’attore e la televisione

25/10/2016 - 21:10

È uno dei “mostri sacri” della comicità italiana. A 26 anni dalla sua scomparsa, Ugo Tognazzi, attore, regista, sceneggiatore, è il protagonista della puntata di “Italiani”, con Paolo Mieli, in onda martedì 25 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Il documentario “Ugo Tognazzi: l’uomo, l’attore e la televisione”, di Giulio Calcinari, ne ripercorre la storia e il fondamentale contributo creativo alla nascita del varietà televisivo in Italia.
Tognazzi giovanissimo, inizia a lavorare come impiegato al salumificio Negroni della sua città, Cremona. Ma la notte già recita come attore filodrammatico a teatro. La sua strada è il teatro e lo capisce anche il suo capoufficio che ben presto lo licenzia. In breve ottiene i primi successi come attore comico. Nel 1954 due autori emergenti e fuori dagli schemi, Renzo Tarabusi e Giulio Scarnicci, lo portano in televisione con Raimondo Vianello per realizzare “Un due tre”, il primo varietà della televisione italiana, un esempio per tutti i varietà fino ai giorni nostri. Intanto un’altra passione si insinua nella vita di Tognazzi: quella della cucina. Nasce il primo chef televisivo. Tra un film e l’altro, invita spesso amici del mondo dello spettacolo offrendo cene sontuose ed esclusive. È il suo modo di essere attore, fuori dal teatro che non frequenta più, e di essere applaudito come protagonista assoluto.  Tra le sue grandi passioni ci sono anche le donne. Ne ha molte, ma pochissime sono quelle importanti: Pat O’hara, ballerina inglese madre di Ricky; Margarete Robsahm che sposa e che diventerà madre di Thomas; l’ultima moglie, Franca Bettoja, madre di Gian Marco e Maria Sole. È Franca ad accogliere tutti i figli, amatissimi da Ugo, creando una grande famiglia allargata. Una scelta che darà scandalo negli anni Sessanta, intuizione di una futura consuetudine di molti italiani. Tognazzi muore il 27 ottobre del 1990, a 68 anni, reduce dal set del telefilm Rai “Una famiglia in giallo” e in procinto di ritornare a Roma a recitare in teatro. Tra le tante, ricordiamo una sua burla rimasta begli annali. Nel maggio 1979 si diffonde la notizia del suo arresto con l’accusa di essere il capo delle Brigate Rosse. Tutti i giornali riportano questa notizia creando sconcerto tra gli italiani. In realtà è uno scherzo organizzato dal settimanale satirico “Il male”  al quale Tognazzi si presta divertito, poi pentendosi del clamore, ma rivendicando il diritto “alla cazzata”.