RAI STORIA: ITALIANI

Anna Magnani

17/01/2017 - 22:10

Ha cominciato a vent’anni e fino alla fine dei suoi giorni non ha mai smesso di lavorare. In teatro e nel cinema, nell’Italia fascista e in quella del dopoguerra, dando testimonianza del sostanziale cambiamento del Paese. Ha dato voce e volto alle donne italiane, in patria e negli Stati Uniti, incarnando la popolana e la ribelle, la sciantosa, la prostituta e la madre di famiglia. Nella vita – come dice suo figlio Luca – “ha combattuto come un maschio in un mondo maschilista come quello del cinema di allora”, restando fedele a se stessa, coraggiosa e anticonformista. Ad Anna Magnani Rai Cultura dedica il nuovo appuntamento con Italiani, in onda martedì 17 gennaio alle 22.10 su Rai Storia, con la presentazione di Paolo Mieli.
Jurij Gagarin, il primo cosmonauta russo, le dedicò un saluto speciale dallo spazio, a conferma che lei, e solo lei, in tutto il mondo, aveva diritto di essere ricordata in un viaggio tra le stelle. Era il 1961, e Anna Magnani aveva già vinto l’Oscar come miglior attrice (1956) con “La rosa tatuata”, scritto per lei da Tennessee Williams, che l’aveva vista al cinema in “Roma città aperta” e nel “Miracolo”, due film di Rossellini esportati oltreoceano – come molti lavori del neorealismo all’epoca.
Il documentario, firmato da Simona Fasulo, ripercorre la sua vita professionale attraverso interviste televisive e radiofoniche dell’epoca che ci permettono di rivederla e di sentire la sua voce in vari momenti della sua carriera, che fu luminosa e tormentata allo stesso tempo.  Le voci e i volti dei suoi compagni d’arte, da Visconti a Rossellini, da Eduardo a Pasolini, da Totò a Gassman, si mescolano alle voci e ai volti di chi la ricorda oggi. Per primo il figlio Luca, che tratteggia la figura di una madre moderna e indipendente per l’epoca; la giornalista Patrizia Carrano, che racconta i momenti salienti della sua carriera; Osvaldo Ruggieri, che le fu compagno di vita e di teatro negli anni sessanta. Tutti parlano di Anna attrice, ma anche della donna forte e fragile al tempo stesso, piena di contraddizioni, appassionata e sempre pronta a lottare per le persone che amava e per la sua professione. La storica Silvia Salvatici e lo sceneggiatore Morando Morandini jr, guardano il percorso di vita della Magnani dalla loro angolazione, quella della storia delle donne e quella del cinema dei tempi. Spezzoni di alcuni dei suoi film, tra cui “Cavalleria” di Goffredo Alessandrini, l’unico uomo che la Magnani sposò, “Campo de’ Fiori”, “L’Onorevole Angelina”, “Bellissima”, “Risate di gioia”, per arrivare fino ai quattro film girati per la televisione poco prima della sua morte, ce la mostrano nella sua indiscutibile e spontanea potenza recitativa. Nessun segreto dietro quella recitazione, ma un sovrapporsi inestricabile tra la donna e l’attrice, che l’hanno resa unica e irripetibile.