RAI3: LA GRANDE STORIA

Regimi e segreti

13/07/2018 - 21:15

Con i consueti e puntuali interventi di Paolo Mieli, la puntata de “La Grande Storia” in onda domani, venerdì 13 luglio, alle 21.15 su Rai3, sarà dedicata agli aspetti poco noti di fascismo e nazismo, alle loro ossessioni, alle alleanze inconfessabili, agli orrori più sconvolgenti. Il punto di partenza sarà “SS, i simboli del male” di Manuela Mattioli, un documentario nei meandri del terzo Reich. Quale filo lega tra loro gli oltre 800 mila uomini delle SS? Cosa rappresenta per il capo delle SS, Himmler, il castello di Wewelsburg, il quartier generale del suo “ordine nero”? Perché manda i suoi uomini fin sul tetto del mondo, in Tibet, per studiare antiche civiltà? Scienza, storia, archeologia, tutto è usato e piegato da Himmler per dare una risposta alla presunta grandezza e nobiltà dei suoi uomini, per credere e far credere che siano le avanguardie di una razza eletta destinata a dominare il mondo. La puntata proseguirà con un altro argomento tante volte adombrato ma mai veramente raccontato: i rapporti tra Mussolini e la Massoneria. Con “Fascio e compasso”, di Luigi Maria Perotti, si cercherà di far luce sul momento nel quale inizia l’avversione di Mussolini verso la massoneria, e di come negli anni diventerà sempre più un’ossessione. Ma non è una storia così lineare: esistono documenti che attestano gli enormi finanziamenti dati da alcune logge al fascismo poco prima della Marcia su Roma, e, inoltre, dell’incredibile numero di affiliati alle logge tra i massimi gerarchi del fascismo. Una storia tutta da scoprire. 
Infine, un viaggio dentro una delle pagine più tristi e brutali della seconda guerra mondiale: con “Einsatzgruppe – Le squadre della morte di Hitler”, di Andrea Orbicciani, “La Grande Storia” scoprirà chi sono state e come erano organizzate le squadre che, durante il conflitto mondiale, si macchieranno di orrori a dir poco apocalittici. Uno per tutti: la strage di Babi Yar, un’enorme gola divenuta la fossa comune per tutti i 33.771 ebrei di Kiev. Il 20 gennaio 1942, infatti, nella conferenza di Wannsee, fu proprio in base alla loro “esperienza” che venne messo a punto il piano per eliminare gli ebrei dall’Europa: deportazione e camere a gas. Dei 24 ufficiali delle Einsatzgruppen giudicati a Norimberga, 14 furono condannati all’impiccagione, due all’ergastolo, sei a pene più lievi. Di fatto, solo quattro di loro saranno giustiziati. Nel 1958 tutti i condannati saranno liberati. A oggi, dei 3000 membri delle Einsatzgruppen, solo 200 sono stati processati.