RAI5: MUSIC ICONS

Billie Holiday. A Sensation

28/09/2016 - 21:35

Ha vissuto per il jazz, sacrificando ogni cosa alla sua musa. La sua breve vita è stata segnata da alcool e droga, relazioni burrascose e problemi finanziari. Per questo di Billie Holiday si è parlato come di una donna fragile, vittima di se stessa e degli uomini di cui si circondava. In anni recenti però, sono emerse molte incisioni inedite e vicende biografiche che ci restituiscono un quadro meno stereotipato. La regista Katja Duregger le ha raccolte nel documentario “Billie Holiday – A Sensation”, che Rai Cultura propone mercoledì 28 settembre alle 21.25 su Rai5 per “Music Icons”. Il risultato è un ritratto che restituisce verità alla biografia di Lady Day, fra le più grandi interpreti di tutti i tempi nei generi jazz e blues.
La vita di Billie Holiday è stata costellata di alti e bassi, che hanno dato vita a molte leggende, falsi miti e pettegolezzi. Attraverso le testimonianze di amici, conoscenti, collaboratori e della cantante Cassandra Wilson che le ha dedicato un disco, la Duregger ricostruisce una storia che ci svela una donna dalla forte personalità, non solo una vittima degli stupefacenti, dell’alcool, degli uomini, del razzismo e della segregazione razziale. Un ritratto più realistico di una delle grandi icone jazz di tutti i tempi, irriverente verso le convenzioni e con una potenza emotiva accresciuta dalle sofferenze della vita.
Il suo impatto sulle interpreti del jazz - e non solo - delle generazioni successive fu notevole in ogni fase della sua carriera. Anche dopo la morte continuò ad influenzare altre cantanti come Janis Joplin e Nina Simone. Diana Ross interpretò la sua parte nel film “La signora del blues”, tratto dalla sua autobiografia, mentre alla fine degli anni Ottanta, gli U2 le dedicarono “Angel of Harlem”.
Tra le canzoni più famose del repertorio di Billie Holiday vanno ricordate God Bless the Child (da lei composta e Grammy Hall of Fame Award 1976), Lover Mandel 1945 (Grammy Hall of Fame Award 1989), I Loves You Porgy e The Man I Love di George Gershwin, Billie's Blues, Fine and Mellow, Stormy Weather, Strange Fruit. Quest'ultima canzone, negli anni Quaranta, fu l'inno della protesta per i diritti civili: «Gli alberi del sud hanno un frutto strano, sangue sulle foglie e nelle radici, un corpo nero penzola nella brezza del sud, un frutto strano che pende dai pioppi...»