RAI, PRE MED: GIORNALISTI A CONFRONTO SU NUOVI MEDIA

Presidente Monica Maggioni, "Tempo di piattaforme operative comuni"

01/12/2016 - 17:30

Le sfide poste al giornalismo dai fenomeni del terrorismo e delle migrazioni, la crisi dei linguaggi  e le prospettive di cooperazione sponda nord e quella sud del Mediterraneo sono state al centro di pre-Med, incontro promosso da RAI a margine di MED dialogues,  l'evento dedicato alla politica del Mediterraneo a Roma dal Ministero degli Esteri in collaborazione con ISPI. 
Nella sede RAI di Viale Mazzini si sono incontrati direttori editoriali e corrispondenti delle principali testate giornalistiche europee e del bacino del Mediterraneo: BBC, ITV, France Televisions, ARD e Frankfurter Allgemeine Zeitung, TeleLiban, Al Ahram, Libya Today, oltre a Kathimerini, il Sole24 Ore e i progetti online News Deeply e Middle East Eye. La discussione è stata condotta da Monica Maggioni, Presidente della RAI e Vicepresidente EBU. Tra gli ospiti anche Naguib Onsi Sawiris, CEO di Orascom. 
"Non è più sufficiente parlare di dialogo - ha detto la Presidente Maggioni - ora è il momento delle azioni concrete e della costruzione di una comunità che lavori assieme. Bisogna costruire ponti e piattaforme operative trovando nel racconto giornalistico nuovi modi di rappresentare la realtà complessa, soprattutto nel contesto del Medio Oriente". 
La riflessione su quel che accade nel Mediterraneo ha toccato ovviamente la questione della migrazione, le crisi nella regione, il terrorismo e il nuovo modo di comunicare dei giovani che tiene insieme sponda nord e sponda sul del Mediterraneo.
Il giornalismo tradizionale è messo in crisi e superato dalla velocità e della comunicazione non intermediata su internet e sui social media. "Le grandi compagnie tecnologiche sostengono di offrire solo strumenti tecnici di comunicazione - ha detto Monica Maggioni - ma il loro ruolo non è così neutrale". Il predominio dei social media nel campo dell'informazione è stato affrontato anche da Naguib Sawiris: "Prima esisteva un codice etico condiviso - ha detto il CEO di Orascom - ora invece i social media permettono a chiunque di dire quello che vuole": Sawiris ha anche descritto Facebook come un monopolista del mercato, invitando l'Unione Europea a regolare la sua attività. La sfida per i media tradizionali ora è come rimanere al centro della scena, essere ancora in grado di avere un ruolo nel racconto della realtà fatto da chi, di professione, fa il giornalista.