TRIESTE

01/06/2015 - 12:00

TRIESTE
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La decisione della Rai di costruire, anche a Trieste, una sua prestigiosa sede (sin dalla sua fondazione, Radio Trieste era stata ospitata -in affitto -nel palazzo della società telefonica delle Venezie, la Telve, in piazza Oberdan) matura nei primi mesi del 1959, dopo più di quattro anni dal ritorno di Trieste all'Italia e quindi dal passaggio della stazione radiofonica dalla gestione dei militari anglo-americani del GMA a quella della Rai, subentrata nel 1944 all'Eiar.
All'ing. Guido Candussi, direttore della sede triestina, i vertici centrali della Rai affidano il compito di sondare la disponibilità del Comune, retto allora da una giunta di centro-sinistra, guidata dal democristiano Mario Franzil, a vendere il terreno del demanio municipale rimasto miracolosamente inedificato, a ridosso della centralissima piazza Oberdan, tra le vie XXIV Maggio, Fabio Severo, Cicerone e Giustiniano, dietro l'ex casa della fascista 'Gioventù del Littorio' (poi destinata a diventare la sede del Consiglio Regionale) ed a fianco del Teatro Nuovo, operante dal 1954 in quella che era stata una piscina, trasformata dagli americani in un cinematografo.
Ed è lo stesso ing. Candussi ad essere incaricato di consegnare nelle mani del sindaco Franzil la lettera dell'amministratore delegato della Rai, l'ing. Marcello Rodinò, datata “Roma, 20 febbraio 1959”, con la quale prende l'avvio la 'pratica' che porterà, dopo un lustro, all'inaugurazione di via Fabio Severo.
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