RAI RADIO3 A FORLI'

Tre giorni per riflettere sul tema del lavoro

10/06/2016 - 11:44

Dal 10 al 12 giugno, Rai Radio3 si trasferisce in Romagna per la seconda edizione di Arte, Cultura, Lavoro - La festa di Radio3 a Forlì. Tre giorni di dibattiti, spettacoli teatrali e concerti in piazza, le voci e i suoni delle trasmissioni, per riflettere sul tema del lavoro raccontato attraverso più linguaggi.
Tra gli ospiti di quest'anno, il disegnatore Sergio Staino con l'attore comico e conduttore Dario Vergassola, il matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi, l’attrice Laura Curino, gli autori Paolo Nori, Simona Vinci, Ermanno Cavazzoni e Cristiano Cavina, l'attore Vinicio Marchioni, la scienziata già Ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, i musicisti Petra Magoni e Ferruccio Spinetti e, nelle vesti di scrittore, il cantautore Roberto Vecchioni.
Poi ancora, le lezioni di musica con Danilo Rossi e il Quartetto da camera di Mantova con il clarinettista Igor Armani e i concerti del pianista Roberto Prosseda, del gruppo dei SeiOttavi e della Reunion Big Band & Songs per Marco Tamburini. Sabato sera “Taranta d’Amore” con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna
Ci sarà spazio anche a Forlì per continuare a portare avanti la campagna, promossa da Amnesty International Italia, Verità per Giulio Regeni.
A fare da trait d’union fra le trasmissioni, sarà il racconto dell’attore David Riondino, accompagnato da Patrizio Fariselli, Il Canto dei Lavori tratto da La piazza universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni, un catalogo di tutti i mestieri possibili scritto nel 1585.
 
“Radio3 torna a Forlì’, afferma Marino Sinibaldi, Direttore di Rai Radio3, per una delle sue feste dal vivo, con il suo pubblico, con gli ospiti, le voci, i suoni e i temi delle sue trasmissioni ma naturalmente anche con qualcosa di più. Intanto la trasformazione di una piazza, di una chiesa, dei luoghi pubblici della città nello scenario di una manifestazione culturale, come accade anche altrove in Italia. È il destino delle nostre città, essere luoghi pubblici, di incontro, di condivisione, anche di festa. Qualcosa di prezioso che va difeso contro tanti elementi che sembrano compromettere questa dimensione. C’è poi un tema, al centro dei tre giorni, che rafforza questa intenzione e questa identità. A Forlì parleremo, come fa sempre Radio3 nella sua quotidianità, di arte e di musica, di teatro e di letteratura, di scienze, di cinema e di tutto quello che, senza inclinazione elitaria, consideriamo cultura. Ma lo faremo mettendo al centro una parole chiave, un tema grande come una vita o un’intera civiltà. Parleremo dunque molto, anzi essenzialmente, di lavoro.
Già un anno fa abbiamo spiegato perché la Romagna (senza dare al termine una determinazione geografica troppo precisa e riduttiva) ci sembra il luogo ideale per parlarne. La storia, la terra, gli uomini, i pensieri, persino l’arte di questa regione ci sembra portare i segni di una esperienza e di una attenzione particolare. Non semplice, non scontata né idilliaca, naturalmente. Discuteremo del significato culturale delle trasformazioni del lavoro, delle minacce e delle sfide che contengono e racconteremo uno straordinario antico almanacco dei mestieri (La piazza universale di tutte le professioni del mondo di Tommaso Garzoni, nell’edizione del 1587 che proprio in una biblioteca di Forlì è custodita) ma anche i nuovi robot che cambiano questa storia. Parleremo di immigrati che arrivano qui per lavorare e di ragazzi italiani che per lavorare emigrano e dedicheremo uno spazio particolare a un ragazzo italiano che nel mondo ha perso la vita. Chiederemo anche a Forlì, come facciamo da mesi, “Verità per Giulio Regeni”.